“Il Cilento vanta piatti eccellenti che riescono a fondere gusto e bontà. Ogni pietanza è un omaggio alle antiche usanze, alle feste che legano la comunità e alla passione per le cose semplici e autentiche. Nel cuore della tradizione cilentana, il cibo è molto più di una necessità: è il mezzo attraverso cui si manifesta la storia di una terra ricca di cultura e sapori unici. “
La testimonianza di Alessandro: Un legame che attraversa le generazioni
Mi chiamo Alessandro, ho dodici anni e vivo ad Orria, un piccolo borgo nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Orria è parte integrante della patria della Dieta Mediterranea, oggi Patrimonio UNESCO: un regime alimentare basato su cereali, frutta, verdura, legumi e l’immancabile olio extravergine d’oliva.
Oggi voglio raccontarvi una ricetta che mia nonna Amerina ha insegnato alla mia mamma: quella dei Ciccimmaretati, un piatto povero tipico della cucina contadina cilentana.
Cosa sono i Ciccimmaretati?
I Ciccimmaretati sono una zuppa ricca di proteine, fibre e vitamine. Il nome deriva dallo “sposalizio” (da qui maritati) di vari legumi e cereali, solitamente nove tipologie diverse.
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L’origine: Nati nei periodi di magra, quando i contadini raccoglievano i rimasugli della dispensa per sfamare la famiglia.
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La cottura: Tradizionalmente preparati nel “tiano”, la tipica pentola di terracotta che mantiene intatti i sapori naturali.
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Il rito del 1° Maggio: Anticamente si preparava per festeggiare l’arrivo della primavera. Avere tutti gli ingredienti in tavola era segno di abbondanza e protezione contro la carestia.
La leggenda del Cilento: Si dice che mangiare i Ciccimmaretati il primo maggio proteggesse dalle punture dei tafani durante tutta l’estate!
Un piatto di condivisione e solidarietà
Oltre al valore nutrizionale, questo piatto rappresenta la socialità cilentana. Le famiglie usavano scambiarsi e offrire la zuppa ai vicini, permettendo anche a chi non aveva scorte di godere di un pasto caldo e nutriente.
Non esistono dosi precise: i Ciccimmaretati cambiano di anno in anno, di casa in casa, a seconda della disponibilità del momento. È una ricetta viva, che continua a essere tramandata da madre in figlia, mantenendo viva l’identità di Orria e del Cilento.
RICETTA
INGREDIENTI:
- Fagioli barlotti
- Fagioli cannellini
- Cicerchie
- Ceci
- Lenticchie
- Grano
- Granoturco
- Fave secche
- Castagne secche
- Sale q.b.
- Olio extravergine di oliva
- Passata di pomodoro
- peperoncino
PREPARAZIONE:
- Mettere in ammollo i legumi e i cereali la sera prima in acqua tiepida
- Il giorno seguente cucinare ciascun legume e cereale separatamente, dal momento che i tempi di cottura di ciascuno sono differenti.
- Una volta cotti, unire tutti i legumi e i cereali in una pentola, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura dei vari ingredienti, qualche cucchiaio di passata di pomodoro a seconda del gusto, sale e un filo di olio extravergine di oliva.
- Lasciare cuocere il tutto per 15 minuti circa.
- Servire la pietanza aggiungendo un cucchiaio di olio fresco e un pizzico di peperoncino a piacimento