Orria

Il granaio dei Longobardi

Una leggenda racconta che un duce longobardo, che si dirigeva a Benevento mentre svolgeva la sua campagna di invasione, sia passato per la Pianura del Fiume Alento e non trovando grano si spinse insieme alla sua avanguardia sul Monte Stella, una volta arrivato a Stella Cilento, allora chiamato Porcili, videro i colli di fronte cosparsi di messi biondeggianti e con gioi esclamo: Horrea mea video! Che significa Vedo i miei granai! 

Come si arriva a Orria?

Orria si trova a 15 minuti dall’uscita di Omignano sulla S. P. 18 che collega Agropoli a Vallo della Lucania e poi va oltre verso Palinuro. Salendo verso il borgo si percorre una strada tra le colline, costeggiata da ulivi, fichi, vigneti e zone incolte, regno assoluto di ginestre, corbezzoli, eriche, mirto e tante altre piante della macchia mediterranea. Non è difficile incrociare animali selvatici tipici del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano come donnole, faine, volpi e non solo. Prima di arrivare nel capoluogo si attraversa la Fiumara e si incontra la contrada di Casino Lebano. Si sale ancora mantenendo la sinistra e, quando ci sembra molto vicino il borgo di Perito al di là del colle, si entra a Orria. Da inserire assolutamente nell’itinerario la frazione di Piano Vetrale il Paese dei Murales.

Cosa c’è da fare a Orria?

  • Oggi Orria è un borgo fortemente ancorato alla sua storia, con parti di territorio urbano sapientemente conservati. Vale la pena visitare Via Capo Orria, Vico Grotta, Via Belvedere, Via Tempa e Via Marchesano, caratterizzati dalla presenza di archi, pontili, fontane ed edifici destinati ad uso abitativo di interesse storico-culturale;
  • puoi passeggiare nel centro storico alla ricerca degli angoli più antichi e suggestivi, Corso Umberto I, la Chiesa di San Felice, la Cappella di Santa Maria delle Grazie;
  • puoi visitare il laboratorio di ceramica Cilentolab o bere un caffè al Bar da Marika e Giovanni o al Bar da Lorenzo;
  • puoi guardare cosa sta cucinando Pina nella sua rosticceria e magari assaggiare al volo qualche squisitezza.
  • puoi comprare Olio Evo e Miele da Maria Grazia o da Aldo.
  • puoi ammirare il panorama che nei giorni limidi permette di vedere Capri da un lato e le Lipari dall’altro.

“Beato chi non si aspetta nulla, perché non resterà mai deluso.”

Beato chi non si aspetta nulla, perché non resterà mai deluso”

ALEXANDER POPE

Orria

É il capoluogo ed è famosa per il suo corso Umberto I, che ha affascinato milioni di persone.

Piano Vetrale

É la frazione di Orria, terra natale di Paolo De Matteis famosa perchè è Il Paese dei Murales

Casino Lebano

la Contrada è abitata da poco più di 50 persone dedite all’agricoltura.

Piazza Vittoria

Statua fittile all’interno della Cappella di Santa Maria delle Grazie

Madonna a seno scoperto

Statua fittile inamovibile

Nel centro storico di Orria all’interno della Cappella di Santa Maria delle Grazie situata in Piazza Vittoria resiste da più di 600 anni, grazie al fatto che non è trasportabile perchè corpo unico con la parete, una Madonna del latte. Questa antichissima Statua fittile, probabilmente risale ai tempi dei monaci italo-greci quando tra il IX e il X secolo dopo Cristo hanno costruito l’attuale Cappella che allora era poco più di un capitello.

La Madonna è rappresentata a seno scoperto era una usanza ricorrente in arte nell’iconografia cristiana ed era presente anche in ambito ortodosso. 

A seguito della Controriforma, venne rivista la posizione della Chiesa riguardo alle iconografie devozionali e volendo evitare immagini di natura sensuale o percepite come tali dalla morale dell’epoca. La Riforma Cattolica del Concilio di Trento, intorno al 1500, annoverò tra queste immagini sconvenienti le rappresentazioni di Maria a seno scoperto poiché accusate di distogliere i fedeli dalla preghiera. Fu demandato ai vescovi il compito di valutare le varie rappresentazioni e di decidere se queste dovessero essere ritoccate, oppure rimosse. Anche la Madonna del Latte nella Cappella di Orria venne più volte ritoccata, oggi si presenta come era in origine.

 

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